I Vincitori dell’11ª Edizione

Si è conclusa l’undicesima edizione di Ennesimo Film Festival. Di seguito, i testi integrali con le motivazioni ufficiali della Giuria Selezione Ufficiale e della Giuria Artemisia che hanno decretato alcuni dei Premi della Selezione Ufficiale  di quest’anno.

Non ti ricordi chi fossero i giurati? Dai un occhio qui!

Il Premio per il il Miglior Cortometraggio EFF 2026, assegnato dall’Ennesima Giuria Ufficiale è andato al film

Beyond Silence di Marnie Blok

Per il suo modo sofisticato e d’impatto di affrontare una tematica importante e troppo spesso ignorata; realizzato con un’economia di linguaggio che comunque porta alla luce sfumature complesse e suscita un dibattito urgente; con la sua scrittura sensibile che evita stereotipi e cliché, sorretta da tre fortissime performance delle protagoniste.

Il film della regista Olandese ha conquistato anche il pubblico in sala e si è aggiudicata anche il Premio del Pubblico di EFF 2026

 

La giuria ha inoltre assegnato due Menzioni Speciali.

Ovary Acting di Ida Melum

Per la qualità a tutto tondo di ogni suo aspetto creativo e tecnico; per il suo modo divertente, originale e simpatico di affrontare aspettative inevitabilmente vissute da metà della nostra società; questo film rende accessibile a un pubblico più ampio un discorso sopportato quotidianamente da molte donne.

La seconda Menzione è andata al film spagnolo

Crazy for You di Greta Diaz Moreau

In questo film si legge una forte impronta stilistica dell’autrice, che crea un mondo incisivo e autentico di una ragazza adolescente, dando l’esempio di come l’arte possa proporsi come canale di catarsi e portando a un finale in cui la protagonista e il suo improbabile alleato si uniscono nella loro vendetta.

Il film spagnolo aveva inoltre ricevuto uno dei due premi che Claudio di Biagio ha voluto assegnare in qualità di giudice per il Premio Interpretazione

Il premio va a Irene Balmes per il mondo intero che porta con la sua interpretazione, dentro quel mondo lei si muove benissimo, guida le emozioni di un personaggio curioso e appassionato, che mostra una sua naturale ingenuità e gli occhi di una giovane donna che impara un pezzo di vita prezioso e brutale. E che riesce a rimanere umano fino al gesto finale grottesco ed estremo.

Il Secondo Premio Best Performance assegnato dal regista Di Biagio è andato a

Pitou Nicolaes (attrice protagonista di Barlebas) per come in ogni frame è esattamente quello che deve essere il suo personaggio. Vivo e calato nel suo tempo, nei canti e nel dolore fisico ed emotivo, nei silenzi e negli sguardi. Una prova attoriale dal peso fisico e psicologico importanti che restituisce al pubblico il colore giusto per il film.

Allo stesso film è stato assegnato il Premio Artemisia

Barlebas di Malu Janssen

Gli ultimi giorni di vita della giovane Heylken, proprio mentre sta per lasciare definitivamente il suo villaggio. Heylken sente che i suoi vicini si stanno rivoltando contro di lei e si ritrova presto accusata di stregoneria. Un dramma d’epoca ambientato nel sud dell’Olanda di fine ‘500 con una forte atmosfera horror.

Uno sguardo agghiacciante sulla persecuzione delle streghe. Il film rende con intensità questo momento, in bilico tra l’imbarazzo di alcuni che non osano guardare e restano al margine e la tracotanza degli accusatori, che non accettano il cambiamento e la libertà di parola e di pensiero della giovane donna. La bellissima fotografia in bianco e nero, i paesaggi scuri e nebbiosi e la musica gotica rendono il racconto inquietante, coinvolgendo emotivamente lo spettatore. Suggestive le immagini della vita quotidiana degli abitanti del villaggio ed evocativa l’immagine della cenere che svolazza nel cielo fin dalle prime scene. Alcuni primi piani di Heylken e di Griet ricordano i chiaroscuri dei ritratti di Rembrandt.

Da sottolineare il rapporto tra Heylken e la piccola Griet: la loro vicinanza, i gesti semplici, il dolore della mancanza. Heylken è un esempio per Griet: proprio il suo spirito libero e la sua voce potente saranno per lei fonte di ispirazione. Le ultime parole di Heylken sono ”Il mio canto non cesserà” e sarà la piccola Griet a portare avanti la sua lezione come ode alle voci delle donne; di tutte le donne che si ribellano alla violenza fisica e psicologica, ai pensieri deviati di chi non riesce a domarle, ai gesti inconsulti di chi crede di fermare una donna con la sua morte. “Il mio orgoglio non me lo toglierete” canta Griet inginocchiata all’altare della chiesa e così sarà, per sempre.

Per la Selezione Giovani, i circa 600 studenti che hanno partecipato alle proiezioni hanno assegnato,

l’Ennesimo premio COMIX a Candy Bar di Nash Edgerton 

il Premio Giovani di EFF a When I Get Rich di Lucas Camps

 Il Premio Città di Fiorano è stato assegnato a América di Javier Arias-Stella

Il Premio FuoriFuoco a Inadapté di Tristan Zerbib

Il Premio Visioni Sarde a Una Faccia da Cinema di Alberto Salvucci

Il Premio Sinofonie a Xing Long di Xin Alessandro Zheng

Con la consegna degli Ennesimi Premi cala il sipario sull’undicesima edizione di Ennesimo Film Festival, un anno che ci ha fatto riscoprire la meraviglia e l’emozione delle “prime volte” attraverso gli sguardi dei registi, delle giurie e di un pubblico straordinario e caloroso. I film vincitori del 2026 non sono solo opere di altissimo livello tecnico e creativo, ma veri e propri specchi capaci di riflettere la complessità del nostro presente e di accendere dibattiti urgenti e necessari. Un ringraziamento immenso va a tutti gli autori che hanno scelto il nostro schermo per dare voce alle loro storie, alle giurie per il prezioso e accurato lavoro di selezione e a voi, spettatori, che continuate a rendere Ennesimo un’esperienza viva, partecipata e collettiva.