Classico thriller che gioca sporco, separando il punto di vista esterno dello spettatore da quello interno dei personaggi, senza svelare l’inganno se non quando questo diventa plateale. Soderbergh sfrutta – e bene – l’espediente per criticare la nostra società, ancor più del sistema sanitario inefficiente e delle case farmaceutiche corrotte e corruttrici.
RSVP: “I soliti sospetti”, “Colpevole d’innocenza”.
Voto: 7.