
C’è chi sostiene che questo sia il miglior horror neozelandese dai tempi dei primi Jackson: noi ci sentiamo di dissentire, preferendogli sia “Wound” che “Black Sheep”. Non che questo faccia schifo, ma i tempi morti abbondano, così come le forzature e i colpi di scena telefonati; peccato, perché le premesse erano buone.
RSVP: “Hellboy”, “La Fortezza”.
Voto: 5+.