La fantascienza post-Carruth incontra il cinema australiano e, così, il viaggio nel tempo (con annesso paradosso del nonno) diventa ripetizione (quasi come in “Ricomincio da capo“) e si trasforma in un pretesto per riflettere sull’importanza degli affetti familiari e degli errori come strumenti di crescita interiore. Costato pochissimo e privo di effetti speciali: in una parola, ammirevole.
RSVP: “Primer“, “Looper“.
Voto: 7. 41